Salve,
ultimamente le aziende hanno preso l’abitudine di condurre i colloqui di lavoro, specialmente quelli preliminari, esclusivamente in via telematica. Questa pratica si è chiaramente diffusa durante il covid ma dubito sparirà.
Molte aziende utilizzano per i propri colloqui Skype o Zoom. Entrambi sono software proprietari (anche se usabili via browser). Sebbene sia possibile usarli senza un account creando una stanza ed inviandone il link ai candidati, credo questa non sia la modalità di utilizzo prevalente (correggetemi se sbaglio) e nella pratica ci si accorda comunicando il proprio username per essere chiamati in un determinato orario.
Qualcuno dirà, “se si tratta di privati, non si può fare nulla”. Ma ricordo che:
- Non esiste ancora un rapporto di lavoro tra i candidati e le aziende
- I candidati chiaramente utilizzano il proprio PC ed il proprio account Microsoft/Zoom, non un PC/account aziendale
- I candidati hanno spesso la posizione debole nella contrattazione, dunque non possono imporre le proprie soluzioni all’impresa che tra l’altro ha una sua burocrazia. In altre parole, se un(a) candidato/a chiede un’alternativa a Skype/Zoom (es. Jitsi Meet) è possibile che gli/le sarà negato il colloquio - questo se non altro per le regole corporate che impongono di utilizzare solo le piattaforme approvate dall’azienda (es. Skype, Zoom)
Io credo che tutti e tre i punti da me elencati creino i presupposti per una maggiore tutela dei candidati. Non sono un giurista dunque lascio a voialtri l’onere di capire se esistono delle normative che impedirebbero all’azienda di imporre la propria piattaforma di videoconferenza ai candidati. In altre parole, una legge in base alla quale non possa essere negato il colloquio al candidato che rifiuta di utilizzare uno specifico programma sul proprio PC, o di possedere un account spesso una specifica azienda terza.
Trovo che la questione sia rilevante sotto i profili della privacy, della libertà personale, della libera concorrenza, della difesa del contraente debole e della tutela dalle discriminazioni.
Grazie 