Bootstrap Linux Day 2022

Siamo a meta’ maggio, direi che e’ ora di iniziare a parlare di Linux Day 2022.

Calendario alla mano, la data e’ sabato 22 ottobre. Mi sembra abbastanza ragionevole pensare che per allora saremo pressoche’ interamente tornati alla normalita’ pre-COVID: gia’ oggi sono state rimosse quasi tutte le restrizioni, gli obblighi su mascherine e distanziamenti si vanno via via allentando, e non pochi sono gli eventi di persona che tornano ad apparire sul calendario.

Lo scorso anno, pur con qualche difficolta’ operativa, si sono comunque svolti 20 Linux Day in presenza. Pochi, rispetto ad un Linux Day pre-COVID, ma piu’ di quelli che mi aspettassi date le circostanze. Resta da capire quanti degli organizzatori che - comprensibilmente e lecitamente - nel 2021 hanno preferito rinunciare al loro evento vorranno adesso tornare ad allestire il Linux Day nelle rispettive citta’, e se e quanto invece la pandemia ha ulteriormente accelerato la crisi che affligge la manifestazione gia’ da diversi anni.
Qualcuno ha gia’ qualche piano, in merito?

C’e’ poi la questione del Linux Day Online, cui e’ oggettivamente difficile rinunciare ma il cui esito ovviamente dipende dalla disponibilita’ di volontari (i relatori, che tendenzialmente non mancano, e soprattutto lo staff).

Insomma: vediamo da dove si puo’ ricominciare.

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Io penso che l’evento online, specie ora che la gente si è un po’ impigrita, sia purtroppo concorrenziale con i LD locali in presenza. Se gli eventi sono in concomitanza e gli argomenti interessanti, magari non faccio della strada per andare di persona fino ad un evento live, resto davanti allo schermo. Il rischio è vedere poca gente ad eventi live che magari sono costati tanta fatica. Questo è molto demotivante per il futuro.
Per ovviare al problema si potrebbe pensare alla parte online in orari limitati, in cui quelli in presenza sono in pausa e magari collegati.

Questa cosa l’ho gia’ sentita tante volte.
Ma mi si permetta di dire: se la gente preferisce stare tutto il giorno seduta davanti ad uno schermo (per vedere dei talk che peraltro sono registrati e possono serenamente essere consultati in qualsiasi altro momento) piuttosto che fare un chilometro per partecipare ad un evento in presenza, il problema non e’ l’evento online.

Ciao Roberto e tutti,
sarà perché mi sono assuefatto agli eventi online e perché per la mia azienda svolgo un lavoro che non richiederebbe la mia presenza in ufficio (cosa su cui io e l’azienda non troviamo un accordo), sono d’accordo nel ripetere il LD 2022 online, perché, a mio parere, permette la partecipazione di persone, relatori e fruitori, provenienti da tutta Italia, cosa che, sicuramente è un plus non trascurabile rispetto a quanto si potrebbe organizzare nei meeting locali, senza togliere nulla agli aspetti piacevoli dello stare in presenza e potersi incontrare.
Se posso azzardarmi a proporre un tema, scusandomi in anticipo se fosse già stato trattato in qualche LD, mi piacerebbe che questo fosse la virtualizzazione e tutte le tecnologie collegate, dato che questo argomento include molto open source e linux in generale.

Lato Milano abbiamo iniziato a muoverci per ottenere gli spazi fisici e iniziare a organizzare il tutto.
Il mio dubbio in realtà è l’opposto a quello di @mauromago, ossia che i LD locali monopolizzino i partecipanti, rendendo magari vani gli sforzi di organizzare un evento che avviene in contemporaneo online.
@falaimo Quindi sostanzialmente il mondo devops? Ci rientrerebbe anche l’automazione, il cloud e molta altra roba.

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si, ci rientrerebbe davvero tanta roba :grinning:

Il Linux Day Online serve in prima istanza a chi non puo’ partecipare ad un evento in presenza. Che nel 2020 equivaleva a “tutti”, causa COVID, e adesso sono comunque una stragrande maggioranza di persone (quasi tutti coloro che non hanno un Linux Day a meno di 15 chilometri).

Come sempre il tema dovrebbe essere la cosa piu’ generica possibile. E, pertanto, meglio non un riferimento ad una specifica tecnologia.
Comunque poi la si risolve sempre con un qualche slogan catch-all

Vero, probabilmente mi sono lasciato cogliere dall’entusiasmo che forse quest’anno ci possa essere qualche evento in più :crossed_fingers:

Cercando di generalizzare virtualizzazione, magari “isolamento”? Non è male :smiley: :bug: :bug:

Io stavo giá vedendo per la location ma eviteró quella dello scorso anno visto che ora vuole un affitto.

Comunque a parte questo dettaglio tecnico, sulla versione online direi che é veramente stancante per chi la deve gestire, forse avrebbe piú senso chiedere ai vari lug di farlo in streaming direttamente.
Cosí chi vuole fare il pigro la segue dal divano ma il lug che vuole e quello che preferisce e al tempo stesso si crea una versione registrata dei vari lug.
Noi da sempre li registriamo, facemmo anche il live streaming l’anno scorso su youtube.

Mentre per il tema la virtualizzazione é molto tecnica, cioé io al lug ho dovuto fare dei talk sulle alternative foss per dire ultimamente (perché ce lo hanno chiesto).
Forse puó avere piú senso qualcosa sulle alternative cloud foss o similari (visto anche il successo di LeAlternative), cosí ci si puó buttare anche la virtualizzazione che spiega come mettere su una macchina con Nextcloud per dire.

Ciao amici! Niente, volevo partecipare anche io alla discussione, visto che ne stiamo parlando in associazione.

Attualmente, le opzioni sul tavolo sono solo fisico, ibrido e online. Ovviamente, se l’opzione vincente fosse solo online, molto probabilmente, anzi sicuramente, non avendo senso disperdere le forze, sarebbe l’esclusività nel partecipare e dare una mano a quello ILS nazionale. Ma per ora, credo che l’opzione trainante sia ibrido (fisico + streaming) o fisico.

Per quanto riguarda il tema, visti i tempi, che ve ne pare di reti anonime, anonimizzazione della propria impronta digitale, evasione della censura? Ne parlavo proprio oggi con i ragazzi (e sembra un argomento interessante). Questa strada porta a parlare di TOR, I2P, Freenet, tecnologie simili, ma probabilmente anche di reti mesh autogestite (mi vengono in mente Ninux e Freifunk come esempi), e di tutto quello che ne concerne (ad esempio, l’uso di questi strumenti da parte dei cittadini per informarsi, al di là di quel che sia il regime del proprio stato, e dei giornalisti per appunto evadere la censura). Non credo sia così tecnico da non poterne discutere anche in maniera decisamente divulgativa.

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Meno male. Essendo partiti prima di questa proposta abbiamo indovinato la data XD

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Fare lo streaming di un evento dal vivo è estremamente complesso, e serve attrezzatura.

Se col “live streaming l’anno scorso” ti riferisci a questo video, è anche presto spiegato il punto: non si capisce una singola parola di quel che viene detto. Senza un cavo audio che esce dall’impianto di amplificazione (ammesso che ci sia un impianto di amplificazione) ed entra nel PC che fa lo streaming (cosa che a sua volta spesso implica la disponibilità di un mixer) il risultato è sostanzialmente inutilizzabile ed incomprensibile.

Si quella è stata colpa nostra dove no abbiamo fatto dei test preventivi del sistema… si tratta di un problema organizzativo, io ero per filmare e poi caricare il video senza live streaming.

Per questo suggerisco che ogni LUG se ne occupi, così impara cosa vuol dire fare il live streaming e valuta se serve veramente. Finchè non ci si passa non ci si rende conto di quanto è complesso.

[mte90] mte90 https://forum.linux.it/u/mte90
Giugno 27

madbob:

non si capisce una singola parola di quel che viene detto

Si quella è stata colpa nostra dove no abbiamo fatto dei test
preventivi del sistema… si tratta di un problema organizzativo, io ero
per filmare e poi caricare il video senza live streaming.

Per questo suggerisco che ogni LUG se ne occupi, così impara cosa vuol
dire fare il live streaming e valuta se serve veramente. Finchè non ci
si passa non ci si rende conto di quanto è complesso.

Per cercare di fare qualcosa di simile, noi abbiamo utilizzato delle
cuffie bluetooth.

Il relatore utilizzava la cuffia, collegata al PC che faceva streaming.

L’audio è riuscito buono.

Le riprese erano state fatte con una telecamera collegata tramite un
adattatore video composito.

Non era stato semplice, veramente. Anche perché avevamo un relatore
interno ed uno esterno, quindi c’era il provblema del ritorno
dell’altoparlante nel microfono.

Stefano

Ciao a tutti, oggi abbiamo avuto un secondo incontro per il Linux Day Milano, e abbiamo individuato insieme come tema “undefined” (si proprio quello).
Che ne pensate?
Stiamo pensando di pubblicare il sito con la call for papers tra circa una settimana :grin:

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Ho partecipato alla discussione di Milano sul tema “Undefined” e secondo me è un tema divertente:

  • riassume in modo velato lo stato post-apocalittico da cui stiamo uscendo, ma in modo molto “educato”
  • invoglia a riempire di contenuti questo evento

Sul tema “isolamento” invece c’erano opinioni contrastanti. Troppo negativo.

Che si accetti o meno il tema “undefined” alla fine a Milano si vuole sentir parlare di Docker, Kubernetes, alta affidabilità, arte e intelligenza artificiale.

Vedo che stanno cercando di tirare dentro qualche media partner per fare almeno una diretta streaming.

Qualcuno ha notizie da altre città? Può essere divertente “undefined”?

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Quantomeno e’ originale, abbastanza generico per farci stare dentro tutto, e adeguato dopo 2 anni e piu’ di pandemia.

Personalmente lo dedico a:

  • tutti quelli che, dopo oltre 10 anni di “scegliamo un tema per il Linux Day”, ancora se ne escono con proposte estremamente specifiche e verticali
  • tutti quelli che non esprimono nessun parere sul tema mentre lo si sta scegliendo, e poi a cose fatte si lamentano

A me piace, però continuo a non essere convinto che il LD debbano avere un tema specifico

Un poco di filosofia sul software libero non guasterebbe.

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